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martedì 20 settembre 2016

Gli ormoni – alleati della donna e del bambino

L’ostetrica per voi
Ciao! Mi chiamo  Angelica e sono ostetrica dal 2007. Esercito la libera professione sul territorio Canavesano dopo avere svolto un’intensa esperienza lavorativa nel Regno Unito. Nella maggior parte dei miei anni di lavoro a Londra, mi sono perfezionata nell’assistenza dei travagli e dei parti in acqua, così da proporli anche a domicilio in Piemonte. Credo fortemente nel potere delle donne, nel loro potere femminile capace di scardinare la tecnologia, la medicalizzazione e la scienza … credo nell’istinto che si sprigiona durante la massima manifestazione della forza del parto, che scuote inizialmente animo e corpo, ma che, alla fine, restituisce profonda gratificazione. 




Gli ormoni – alleati della donna e del bambino (I° parte).
Gli ormoni … è un argomento lungo e complesso (che proverò a riassumere in questo articolo e in uno successivo) che mi sta particolarmente a cuore e che desidero fortemente condividere con voi.
Questa è la ragione per cui va fatta una premessa approfondita del mio desiderio di parlarvene …
Ho avuto già un paio di occasioni in cui ho approfondito il tema sugli ormoni; la prima, nel 2008, durante una lezione all’Università, rivolta ad un gruppo di studentesse di Ostetricia; la seconda, in occasione di un incontro a Ivrea con un gruppo di mamme in gravidanza. In entrambe le situazioni, lo stupore è stato il denominatore comune che si palesava tra gli uditori, nello stesso modo di come io (giovane laureanda) manifestai il mio entusiasmo quando ne sentii parlare per la prima volta a Firenze, ad un corso di aggiornamento per ostetriche. Fu un argomento che mi suscitò fascino e stupore per l’appunto, ma al contempo smarrimento e crisi profonda sul mio divenire ostetrica, turbando quelle poche certezze sulla mia formazione. Quello è stato, chiaramente, motivo di sprono a documentarmi, ad approfondire e a cercare, per trovare conferma a tutto ciò che in cuore mio sapevo già ancora prima di approcciarmi all’ostetricia, ma che, durante il mio percorso di studi, mi era sempre stato negato.

Questi “esseri sconosciuti” - gli ormoni – sono racchiusi in una parola che esprime tutto, Energia e Vita; essi rappresentano il motore propulsore che guida le nostre emozioni e che creano un equilibrio armonico di salute. In che modo il tutto è applicabile nel travaglio e nel parto?
La gravidanza, il travaglio, il parto e l’accoglimento del neonato, sono eventi che si esprimono attraverso una “danza” degli ormoni, in quanto diretti responsabili dell’armonia tra il corpo e la mente, tra l’istinto e la ragione, e della comunicazione “interiore” tra madre e figlio. Gli ormoni rappresentano gli strumenti attraverso cui il corpo della madre e del bambino comunicano … tanto che, se non fosse così, il bambino non potrebbe indicare alla madre quando è pronto a venire al mondo e di conseguenza la madre non saprebbe quando intraprendere quel viaggio chiamato “nascita”. In un tacito accordo endogeno, proprio attraverso questi “esserini”, la madre e il suo bambino si avviano insieme verso il travaglio e il parto. Se il processo degli ormoni, in una donna in travaglio, rimane indisturbato, esso si esprimerà in perfetta armonia e l’esito del parto sarà un’esperienza gratificante per entrambi. Al contrario, la presenza di interferenze (il più delle volte create da una mancanza di conoscenza della fisiologia degli ormoni nella nascita) potrebbe  deviare l’evento verso patologie o complicazioni per la madre e il bambino.
Le ricerche hanno ampliamente dimostrato come nel travaglio e nel parto il cervello ha un ruolo centrale per lo scatenarsi di questi eventi: in modo semplicistico, una parte di questi ormoni vengono rilasciati da alcune parti del cervello e comunicano all’utero l’iniziazione delle doglie, ed altri agiscono a livello locale.
La parte più attiva del corpo nella donna che partorisce non è l’utero ma la parte ancestrale del suo cervello, cioè la parte più antica e profonda delle sue strutture cerebrali, che si presenta minuscola rispetto alla parte più voluminosa e sviluppata del cervello stesso. Questa parte così piccola è quella che accomuna l’essere umano a tutti gli altri mammiferi. Se applichiamo questa premessa all’evento del parto, il tutto può risultare più chiaro… una donna in stadio avanzato del travaglio o in vicinanza al parto, se è nella fisiologia, si comporta estraniandosi completamente, come se fosse assente, ignorando cosa le capita attorno, è come se fosse su “un altro pianeta”, come se stesse iniziando una sorta di viaggio interiore; in altre circostanze si comporta come non farebbe mai nella vita sociale di tutti i giorni: urla, piange, grida, diventa aggressiva, assume le posizioni più inaspettate. Tutto ciò può interpretarsi semplicemente così, ovvero: è assolutamente fisiologico che nel travaglio e nel parto la parte razionale, che caratterizza la nostra vita sociale e la quotidianità, lasci spazio alla parte più istintiva, alla parte più “animalesca” che è in noi. Ed è proprio da questa piccola zona del cervello che vengono rilasciati gli ormoni “amici” per un travaglio e un parto in salute.
L’ossitocina è uno di questi. Per molto tempo si è creduto che l’ossitocina non avesse altro che la funzione di fare contrarre l’utero, in sintesi, una funzione solo meccanica; poi nel 1969 e successivamente, attraverso una serie di studi successivi, si è rilevato l’effetto che l’ossitocina esercita sul comportamento umano.
L’ossitocina è, in sintesi, l’ormone dell’altruismo; è per eccellenza l’ormone dell’amore. In qualsiasi forma di amore, l’ossitocina è sempre la protagonista. E’ implicata negli eventi di massima espressione dell’amore … dalla nascita ai rapporti sessuali. Durante l’innamoramento e “l’accoppiamento”, sia la donna che l’uomo secernono livelli alti di ossitocina. Quindi non è un ormone solo al femminile. Questo spiega anche come una madre possa perdutamente innamorarsi della sua creatura al momento della nascita, e, come lei, anche il padre rimanendo impresso questo sentimento per sempre. Resta beninteso che l’ossitocina non viene liberata in maniera indipendente da altre cose, fa sempre parte di un cocktail ormonale complesso. Così subito dopo la nascita del bambino, in cui si ha il picco di ossitocina la madre libera un altro ormone: la prolattina. La prolattina è l’ormone delle cure materne, della “preoccupazione materna fisiologica” orientata a porre attenzione al nuovo arrivato. Immediatamente dopo la nascita del suo bambino, la madre ha sia un tasso elevato di ossitocina che prolattina, vale a dire esprimendolo in formula matematica …
ormone dell’amore (ossitocina) + ormone del maternage (prolattina) =
amore totale per il bambino.
In conclusione se l’evento della nascita traccia il suo percorso naturale, senza interferenze inutili, diventa chiaro come il sopravvento dell’amore sprigionato da questi ormoni, alleati della donna e del bambino, vadano a potenziare una capacità d’amare reciproco, che si rifletterà su se stessi e conseguentemente sugli altri.




domenica 10 aprile 2016

L’ostetrica per voi - Accogliere un bambino sul piano emozionale e fisico nei tre trimestri di gravidanza.

L’ostetrica per voi

Ciao! Mi chiamo  Angelica e sono ostetrica dal 2007. Esercito la libera professione sul territorio Canavesano dopo avere svolto un’intensa esperienza lavorativa nel Regno Unito. Nella maggior parte dei miei anni di lavoro a Londra, mi sono perfezionata nell’assistenza dei travagli e dei parti in acqua, così da proporli anche a domicilio in Piemonte. Credo fortemente nel potere delle donne, nel loro potere femminile capace di scardinare la tecnologia, la medicalizzazione e la scienza … credo nell’istinto che si sprigiona durante la massima manifestazione della forza del parto, che scuote inizialmente animo e corpo, ma che, alla fine, restituisce profonda gratificazione. Sento di esprimere così anche le emozioni che ho vissuto diventando madre di Teresa … ho provato un’immensa gioia nell’averla messa al mondo tra le intime mura domestiche di casa mia, sostenuta dal mio amatissimo marito e assistita da due ostetriche private meravigliose … Collaboro con alcune ostetriche, libere professioniste e non, sul territorio, cercando di creare una rete di comunicazione tra professionisti che cerchi di soddisfare le esigenze delle mamme, delle neo mamme e delle gestanti. Ho collaborato, in qualche occasione, con l’Associazione Mom’s di Ivrea, realtà piacevole di socializzazione e confronto tra mamme.

Accogliere un bambino sul piano emozionale e fisico nei tre trimestri di gravidanza.

L’accoglimento: è questo l’argomento con cui desidero introdurre per la prima volta la mia presenza tra queste righe.
Accogliere esprime un sentimento universale. Esso presuppone un coinvolgimento della madre e del padre verso il proprio bambino, ma allo stesso modo del bambino verso una madre e un padre; è un sentimento gentile, che poco ha a che fare con l’unidirezionalità. Non dimentichiamo che nel momento in cui nasce un bambino, nasce anche una madre e un padre appunto, prerogativa indispensabile per cui l’accoglimento si manifesti in modo reciproco.
Accogliere richiede passività, ritirarsi, fare un passo indietro creando “uno spazio vuoto dove può entrare l’altro”. Lo fa una donna verso l’uomo nell’intimità, e viceversa; lo fa, inevitabilmente, la donna quando accoglie la venuta al mondo del suo bambino.                                                                                                               
Frederik Leboyer,  precursore del parto dolce e ideatore del celeberrimo metodo Leboyer (che evidenzia una serie di condizioni che permettono al neonato una nascita senza traumi inutili), descrive in modo magistrale l’accoglimento di un bambino, usando l’immagine di una donna che in gravidanza, da convessa (condizione in cui il bambino è “contenuto” nel grembo della madre) diventa concava, “svuotandosi” nell’atto di avere partorito la sua creatura, creando uno spazio esteriore per accogliere il suo bambino.

Già nella fase in cui si sta formando, l’embrione trova il suo terreno fertile che lo nutre, che lo accoglie, che lo invita a mettere radici, impiantandosi e annidandosi. La madre rappresenta la terra dalla quale può nutrirsi, crescere, unirsi e, poi, separarsene al momento della nascita per ritrovarla nell’al di qua della vita extrauterina, attraverso il contatto diretto, pelle a pelle con il corpo della madre.
L’accoglimento è qualcosa che matura gradualmente, e la gravidanza rappresenta un valido momento in cui l’animo della donna e dell’uomo si può preparare  all’accoglimento. Già nella fase del pre-concepimento, la donna deve prepararsi mentalmente, emozionalmente e fisicamente all’accoglienza di una nuova vita, anche attraverso, per esempio, uno stile di vita sano, preludio di un terreno fertile pronto ad abbracciare la nuova vita. Sul piano emozionale in alcune donne il bambino esiste già come entità, ad alcune appare in sogno mesi o anni prima di avere una gravidanza. Questa condizione è più favorevole nelle donne, il cui senso di accudimento e di accoglimento sono praticamente innati.                                                                
Invece, nel primo trimestre la gravidanza, da sogno, si presenta reale con tutta la sua forza, creando nella donna sentimenti fisiologici ambivalenti di paura ed eccitazione, caos e calma … Nelle fasi iniziali di questo trimestre la donna, infatti, può sentirsi “invasa” dal nuovo essere che ospita dentro di sé. A fronte di questo, il suo corpo chiede di aprirsi gradualmente e di accogliere piano piano, imponendo dei ritmi quotidiani più lenti e meno frenetici.  In questo trimestre l’accoglimento si verifica col radicamento del bambino, infatti, in questa fase si forma la placenta, che come un albero affonda le sue radici nel terreno uterino. Nel secondo trimestre la gravidanza è ormai ben consolidata. La placenta termina di crescere e formarsi proprio in questo trimestre, e di conseguenza la donna è inondata di ormoni benefici per sé e il suo bambino. Le energie un po’ fiacche del primo trimestre, ritornano. Si instaurano una certa apertura e dialogo tra madre e bimbo. La donna scopre la sua capacità di adattamento nella relazione con il bambino. La loro comunicazione è più diretta perché il bimbo viene percepito attraverso i suoi movimenti, all’inizio poco chiari e via via sempre più definiti e decisi. In questo trimestre l’accoglimento emozionale e fisico della donna è rappresentato dall’espansione corporea (è in questo trimestre che la donna mette più peso, e il bimbo completa la maggior parte della sua crescita) e dall’apertura emozionale più accentuata che si “diffonde” da madre a figlio. Infine, nel terzo trimestre quel senso di invasione percepito nel primo, si ripresenta poiché il bambino occupa ormai tutto lo spazio a disposizione del corpo materno. La madre desidera che il bimbo nasca, e che si verifichi finalmente una separazione fisica tra i due. In tutto questo a facilitarne ulteriormente il passaggio di separazione, alcuni ormoni entrano in gioco, come l’ossitocina (l’ormone che favorisce la comparsa delle doglie) che manda periodicamente ondate di contrazione e rilassamento (talvolta impercettibili) in cui la donna viene spinta sempre di più verso la realtà del parto, scandendo il tempo della nascita. Il bimbo si posiziona a testa in giù e preme in basso. I suoi movimenti diventano più decisi e precisi, per poi diminuire con il trascorrere delle settimane di gestazione. In questo trimestre gli incontri di accompagnamento alla nascita sono il luogo in cui la donna può prepararsi fisicamente ed emozionalmente all’accoglimento del bambino, conferendole più consapevolezza nelle sue azioni e ricevere maggiore gratificazione. Il terzo trimestre rappresenta la fase della separazione salutogenica tra madre e bimbo dopo nove mesi di vissuto in simbiosi e unione, ma che convergerà in una profonda gratificazione nell’incontro reale tra i due.



Per le vostre domande, curiosità, riflessioni, o per proporre qualche argomento da trattare, mi potete contattare sulla mail: angelica.pellicone@libero.it oppure sul mio contatto facebook:  https://www.facebook.com/angelica.pellicone.5 oppure potete consultare anche il mio sito internet: http://angelicapellicone.jimdo.com/. Sarà un piacere rispondervi!!!