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domenica 10 aprile 2016

Latte di Mamma e …. allattare in tandem


 


Latte di Mamma e ….
Rubrica sull’allattamento materno a cura di Maria Di Maggio, mamma di due bambini, fondatrice del gruppo fb ”Noi Mamme che allattiamo anche dopo i 6 mesi” https://www.facebook.com/groups/192018677479573/







Ciao Mamme,
il mese scorso abbiamo affrontato il tema dell’allattamento in gravidanza e ci siamo salutate con la promessa di parlare di cosa avviene subito dopo la nascita del nostro nuovo bimbo: ossia l’allattamento in tandem. Scopriamo insieme che cosa questo vuol dire. Io stessa, nei miei primi mesi di allattamento, non avrei mai immaginato di allattare così a lungo e men che meno più di un figlio contemporaneamente.
La mia Giulia aveva circa sette mesi quando incominciai ad interessarmi ed informarmi in modo più approfondito sul tema dell’allattamento ed è anche il periodo in cui nacque il mio gruppo su Facebook. Fu così che un bel giorno leggendo un libro meraviglioso di Paola Negri, che consiglio a tutte “Sapore di Mamma”, mi imbattei per la prima volta in un immagine di tandem. La guardai perplessa. Non avevo mai visto una rappresentazione di tandem, né in foto e meno che mai di persona; a dir la verità la cosa mi lascio interdetta. Chiusi il libro e mi misi a pensare. Rimasi stupita al pensiero che mai mi era balenata nella mente la possibilità che, anche noi umani, potessimo allattare più di un cucciolo contemporaneamente e persino di età differenti.
Eppure avevo visto bizzeffe di gatte allattare infinite nidiate di cuccioli. Ma mai, avevo visto una Donna. Quella foto era la prima volta che mi mostrava questa scena. Immediatamente pensai che se fossi rimasta incinta in quel preciso istante e se la mia Giulia avesse continuato ad avere la stessa necessità di ciucciare che aveva in quel preciso momento, sarebbe arrivato più che naturale, anche per noi, il bisogno di soddisfare, accudire, coccolare e nutrire il Fratellino, quindi entrambi i miei figli contemporaneamente. Fatto questo ragionamento, riaprii il libro e con quello diversi altri e volli sapere di più sul tandem, mi documentai. Ancora non sapevo che la vita mi avrebbe fatto il dono di viverlo molto presto. Per chi, come me allora, è la prima volta che legge questo termine, allattare in tandem vuol dire allattare contemporaneamente due bimbi che possono essere due gemelli, due fratelli di diversa età, un figlio nostro e un figlio adottato, un figlio nostro e uno che ci viene affidato da allattare, per esempio come facevano le balie un tempo.
Il tandem ha rappresentato per me l’esperienza più significativa, intensa e totalizzante nella storia del mio allattamento e sicuramente anche della mia vita. Esserci per un figlio è bellissimo; esserci per due non può che essere meraviglioso. Se con uno ti doni molto, con due ti doni moltissimo e l’Amore che ricevi indietro dai tuoi cuccioli ad ogni loro poppata è qualcosa di indescrivibilmente unico e irripetibile. Il legame che i due fratelli intrecciano, inoltre, è veramente grande. Difficilmente si potrebbero trovare parole per descriverlo se non perdendosi negli sguardi che si scambiano mentre ciucciano, ammirando le loro manine che si intrecciano sopra i nostri seni e accarezzando le loro gambine che si aggrovigliano sul nostro ventre e si chiudono in un abbraccio a rimandare come siamo davvero un tutt’uno. Tutto questo suggellato da un filo conduttore che si chiama latte di mamma che pazientemente e amorevolmente cuce a doppio filo un legame che durerà per sempre. E’ anche vero che il tandem ha bisogno di impegno e dedizione. Non mi piace parlare di sacrificio e sinonimi, perché penso che prendersi cura dei nostri figli non lo sia affatto.
E’ ragionevole, comunque, affermare che soprattutto all’inizio il tandem è impegnativo. E’ normale che il piccolo arrivato chiederà il seno tantissimo ed è facile immaginare, come, il fratellino maggiore possa fare altrettanto per richiamare l’attenzione su di se e per far i conti con una “fisiologica gelosia”. Non dimentichiamoci mai che i nostri primogeniti sono stati figli unici fino a quel momento e che su di loro era catalizzata tutta la nostra attenzione e le nostre cure. E’ da considerarsi più che normale che anche bimbi grandicelli, riprendano a ciucciare con una certa intensità, che andrà gradualmente ritornando alla frequenza con cui si ciucciava prima dell’arrivo del fratellino. Sarà compito soprattutto dei Papà, in questo primo periodo, in cui la Mamma è molto presa dal più piccolino, a spendere molto tempo col fratellino maggiore, donandogli tutte le attenzioni necessarie per fargli sentire sempre di essere amato incondizionatamente.
Ovviamente la Mamma, oltre ad essere presente quando li allatterà in tandem, potrebbe approfittare quando il più piccolo dorme per essere presente col più grande in uno spazio solo loro che potrebbe essere allattarlo da solo senza il fratello, come era prima, o fare insieme mille altre cose per mantenere forte il legame che in questo momento di novità ha più che mai bisogno di essere preservato, per ritrovare insieme nuovi assetti ed equilibri di tutta la famiglia, come pure una propria individualità. Sicuramente per la Mamma questo periodo di continue ed incessanti richieste di entrambi i figli sarà un po’ spossante e quindi radunatevi papà, mamme, nonne, sorelle, suocere, amiche e date a queste Mamme fantastiche l’aiuto pratico che necessitano e il supporto morale indispensabile di cui hanno bisogno per fronteggiare qualche momento di sconforto che non tarderà ad arrivare. Care Mamme, pensate che state facendo un dono d’inestimabile valore a voi stesse e soprattutto, ai vostri Bimbi e vedrete che tornerà subito il sorriso e l’energia indispensabili a far andare avanti la Famiglia. Oltre a tante belle parole, vediamo se c’è qualche aneddoto che possa raccontarvi sul mio tandem, in modo da aiutarvi in maniera pratica e concreta a vivere serenamente questo momento bellissimo. Il primo consiglio che mi sento di darvi è quello di allattare il più possibile il nuovo nato in ospedale in modo da conoscervi, instaurare subito il vostro indissolubile legame e fargli fare anche il pieno di colostro di cui ha tanto bisogno. Approfittatene per coccolarvelo quanto volete, sarà il vostro tempo totalmente soli e insieme senza occhietti indiscreti che aspettano a casa gelosi gelosi. Al vostro rientro, infatti, ci sarà qualcuno ad attendervi con impazienza e che quasi sicuramente non vi darà il tempo di entrare che già vi chiederà di ciucciare. Io vi consiglio di accogliere la richiesta e di allattarlo per fargli capire che per voi niente è cambiato. Se volete, solo dopo avergli dato la giusta considerazione, potreste introdurre il fratellino magari allattandoli per la prima volta in tandem. Il messaggio che si da è qualcosa di stupendo: al grande diciamo che la Mamma ha si una novità ma che continuerà ad esserci per lui e al piccolo presentiamo un fratello maggiore che ha ancora gli stessi suoi diritti di essere accudito, allattato e amato. Secondo me è un modo dolcissimo di metabolizzare l’arrivo di “un intruso” ;) Un altro consiglio molto importante che voglio darvi, è quello di non assegnare un seno a un fratello e un seno all’altro ma di alternarli sempre, privilegiando il seno più pieno per al bebè. Ricordiamo che il nostro latte è ritornato specie specifico per garantire la sopravvivenza del più piccolo che deve trarre da esso tutto il suo sostentamento. Pertanto offriamogli sempre il seno più pieno che ha in se un latte più grasso e ricco di sostanze nutritive. Il fratellino più grande potrà ciucciare la seconda parte del latte, ossia quella più leggera e diluita poiché è facile pensare che ci sia già stato uno svezzamento e che il bimbo riceva sostentamento soprattutto dal cibo solido. Alternando e svuotando bene i seni si eviterà inoltre la mastite che potrebbe insorgere conseguentemente alla nuova montata lattea ed alla ricalibrazione del seno alla frequenza delle ciucciate. A me per esempio è successo. Credo che a un certo punto i miei seni non abbiano capito più niente e tutto questo continuo ciucciare a grande intensità ha provocato un ingorgo che poi è diventato mastite. Avevo la febbre altissima, il seno è diventato enorme e tutto rosso era bollente e molto dolente. Ho fatto impacchi caldo umidi e ho chiesto a Giulia che aveva una bella ciucciata vigorosa, di svuotarmi il seno. Lei fu molto contenta di soddisfare questa mia richiesta e io strinsi i denti e piansi dal dolore. E’ stata un’esperienza dolorosissima che vi consiglio di evitare drenando bene entrambi i seni e alle avvisaglie di un possibile ingorgo fate subito svuotare il seno facendo ciucciare magari il più grande. Per quanto riguarda le posizioni da adottare, come alternare le poppate, la durata stessa delle ciucciate e altre cose pratiche, mi sento di tranquillizzarvi. Come voi anche io mi chiedevo: e adesso come gestirò la cosa con due? Ebbene, per fortuna abbiamo due tette e già il più grosso è fatto! Per tutto il resto i nostri cuccioli hanno sempre una soluzione. Nel nostro caso specifico non ho mai dovuto affrontare nessun tipo di crisi da nessuno dei due miei figli. Tacitamente conducevano loro le danze, capendosi a suon di sguardi e magiche percezioni, in questo valzer infinito di tette al vento. L’unica regoletta che ho imposto per motivi di sicurezza è stata nella gestione delle notti. Ci siamo organizzati così: lettone con Papà, Ludovico e tetta destra, Mamma, Giulia e tetta sinistra, cuscino di bloccaggio/salvataggio e infine Otello, il nostro gatto, sulle mie gambe. Un letto un po’ affollato ma sicuramente pieno d’amore e di condivisione. Il co spleeping è stato per noi fondamentale per permetterci di dormire, o quanto meno di riposare, il più possibile senza traumatici risvegli. Quando uno dei due iniziava a mugolare, mi giravo nel rispettivo fianco e allattavo ora uno, ora l’altro. Queste belle notti in parte insonni, trascorse ad allattare e ammirarli dormire, adesso sono solo un dolce ricordo, in parte anche sbiadito. Quindi nei momenti di sclero totale, pensate sempre che non sarà così per sempre, anzi sono veramente notti contate rispetto ad un’intera vita. La cosa più bella che mi ha dato l’esperienza del tandem è stato questo senso di continuità tra essere mamma di Giulia prima e di Ludovico dopo. La storia dei nostri primi anni insieme è stata caratterizzata da ciucciate che ci hanno unito all’inverosimile. La cosa che invece più mi è dispiaciuta del tandem è che quando Giulia ha deciso di smettere di ciucciare, di riflesso ha smesso anche Ludovico. In cuor mio ho sempre saputo che lei avrebbe ciucciato più di lui ma sinceramente speravo che il mio Ludo continuasse ancora per un po’ e invece, prendendo ad esempio la sorella e imitandola ed eguagliandola in tutto, hanno praticamente lasciato il seno insieme. A dirla tutta, qualche tempo dopo Giulia è anche ritornata a ciucciare per brevi periodi ma ormai non si poteva parlare più di vero allattamento. Una volta che entrambi i bimbi si staccheranno, si troveranno, sicuramente, un miliardo di altri modi diversi per coccolarsi, questo non lo metto in dubbio, anche perché è ciò che poi abbiamo fatto  ma quel modo, quel momento tutto nostro in cui non desideravano altro che me, accoccolarsi tra le mie braccia, ciucciare il mio seno con quello sguardo perso di estasi con gli occhi che vanno indietro dal piacere mentre un rivolo di latte scende dal lato della boccuccia, quel respiro affannoso della ciucciata, quelle candide manine poggiate sul seno e infine quel profumo di bebè addosso, non credo possa esserci niente di comparabile per una madre. Nell’allattamento ho trovato il mio senso di essere mamma, col tandem l’ho moltiplicato. Se vi capiterà di viverlo o se lo state vivendo adesso, allora capirete di cosa parlo. Ve lo auguro di cuore a tutte. Ciao







domenica 31 gennaio 2016

Mamma tienimi con te... MA…ALLATTI ANCORA???



Mamma tienimi con te!
Ciao mi chiamo Valentina ho trentadue anni, una bimba di quindici mesi.
 Apro questa rubrica dove di volta in volta discuteremo dei benefici che l 'alto contatto apporta ai nostri bimbi






MA…ALLATTI ANCORA???

Care mamme lettrici, innanzitutto vi faccio i miei migliori auguri per un buon anno nuovo.
Oggi voglio soffermarmi su una tematica che spesso è fonte di discordia: l’allattamento al seno oltre l’anno d’età.
Come sempre ci sono pareri discordanti tra parenti, medici, psicologi, educatrici ecc.
Io sono solo una mamma che vuole raccontarvi la sua esperienza.
Ho iniziato l’avventura dell’allattamento senza sapere granchè al riguardo e i primi due mesi ho fatto allattamento misto; poi, complici alcune letture e un po più di fiducia in me stessa, sono passata ad un allattamento esclusivo.
I mesi sono volati e in me si è fatta strada la certezza di continuare ad allattare, poco alla volta mi sono scontrata con le prime timide domande di parenti e amici…Ma allatti ancora?Ma il tuo latte è ancora nutriente?Ma non sarebbe meglio il latte artificiale?
Oggi, a 17 mesi, le frasi ricorrenti sono: Ma ormai è solo un vizio!!Ma sei sicura di avere ancora latte? Attenzione perché gli creerai danni psicologici!! Non si inserirà all’asilo!! Ecc. ecc.
Analizziamo un po’ la questione.
A fini scientifici, il latte materno è quanto di piu completo possa esistere a livello nutritivo per i cuccioli di uomo, contiene tutte le sostanze necessarie alla crescita, cambia la sua composizione con la crescita del bimbo, insomma è perfetto!!
Nei paesi poveri dove l’allattamento è cosa normale oltre l’anno d’età è cosa certa che i bambini fintanto che vengono allattati non soffrono di denutrizione.
E vi sono una miriade di studi al riguardo.
L’ OMS raccomanda l’allattamento fino ai due anni di età e comunque finchè mamma e bimbo lo desiderano.
Ovviamente ogni mamma sceglie la strada che reputa migliore per il suo bambino non esistono assolutamente mamme migliori o peggiori!!
Io ho scelto di continuare ad allattare senza prefissarmi una data di “termine”.
Per il semplice fatto che vedo mia figlia FELICE. Tutto qua.
Quando torno da lavoro se è nervosa o stressata come prima cosa cerca la tetta, in cinque minuti si rilassa e ritorna sorridente.
Quando il mal di pancia o i dentini la infastidiscono la tetta è la medicina miglioreJ
Per la nanna è meglio di un sonnifero, una bella poppata e crolla serena tra le braccia di MorfeoJ
Se non ci sono io si addormenta in altri modi, a  discapito di chi sostiene il contrario.
La sera si siede in braccio a me, sorride, mi dice “teta”, appoggia il viso e fa le carezze, poi se ha voglia ciuccia. Oppure prende i suoi peluches e me li mette vicino alla tetta per giocare ad allattarliJ
Non credo che da tutto questo possano derivare danni psicologici, anzi, personalmente sono cresciuta a biberon tra vari problemi e ho dovuto fare una lunga analisi su me stessa per liberarmi da catene mentali e insicurezze derivanti dal passato.
Adesso vedo mia figlia diventare giorno per giorno più sicura di se, alle volte ciuccia poco, altre ne ha più bisogno e io sono sempre li.

E poco importa se sto cucinando, lavando o che altro, la tetta a casa mia ha sempre la precedenza!!

venerdì 23 maggio 2014

Latte di Mamma e ….allattamento a termine


Latte di Mamma e ….
                                          Rubrica sull’allattamento materno a cura di Maria Di Maggio
Fondatrice del gruppo fb ”Noi Mamme che allattiamo anche dopo i 6 mesi”

Ciao Mamme, ci eravamo lasciate lo scorso mese col mio pensiero sulla conquista dell’autonomia dei nostri Bimbi e sul ruolo fondamentale che a mio avviso gioca in tutto questo l’allattamento. Per riassumere, riporto in sintesi: “Io credo che il latte di Mamma è da subito nutrimento, amore e vita ma allo stesso tempo si evolve diventando tantissime cose.  Allattare è davvero donarsi ai propri Figli. Allattare vuol dire accettarli, accoglierli, consolarli, cullarli, proteggerli e soprattutto ascoltarli. Ci sono forse altre basi migliori per costruire l’autostima di un Bambino? L’Amore è alla base dell’autostima”. Mi collego a questo concetto poiché il tema di questo mese è “l’allattamento a termine” ossia allattare il proprio Bambino/a fino a che sia lui/lei a lasciare il seno autonomamente non appena riterrà conclusa questa meravigliosa esperienza. Tante Mamme, anche tra le Mamme che allattano, a questo punto storcono il naso. La reazione più comune è “si e allora campa cavallo! non si staccheranno mai!”. Rispondo con una domanda: avete mai visto Teenager allattati? Io no. Questa è la conferma che prima o poi si staccano e vi assicuro che capita molto prima di diventare adolescenti! Secondo me l’allattamento a termine va a braccetto col discorso autonomia-autostima e quindi, futuro adulto di domani. Per esprimere il mio pensiero, vorrei partire da una frase stupenda, che ovviamente condivido in pieno, della mitica Alessandra Bortolotti psicologa perinatale ed autrice del libro “E se poi prende il vizio?”, che dice: “Allattare è un gesto d’amore e come tale non ha per natura limiti di tempo, l’amore non è a tempo!”. Questa è praticamente diventata, senza programmarlo o progettarlo, la mia filosofia di vita e ogni giorno festeggiamo un traguardo da ben 55 mesi (4 anni e mezzo) di cui quasi 30 (2 anni e mezzo) in tandem. Perché continuare ad allattare il proprio Bimbo fino a che smetterà da solo di chiedere la tetta? Beh, la vera domanda per me è: perché no? Io sinceramente in questi anni non ho trovato un motivo valido per rifiutare le richieste dei miei Bimbi. Ovviamente abbiamo dato dei limiti e qualche regola, usando il buon senso e trovando persino qualche compromesso costruttivo. Non ho mai vissuto il nostro allattamento come una restrizione della mia libertà, né ancora meno, come una limitazione alla conquista dell’autonomia di Giulia e Ludovico, anzi, abbiamo riscontrato più volte l’esatto contrario. Ho visto Giulia e Ludovico sempre sereni ed ho visto accrescere l’autostima in loro stessi vedendo accolte le loro richieste, tutte le loro richieste…. da provare a far da soli un qualcosa fino ad accettare e accogliere la richiesta di una ciucciatina quando ne sentivano il bisogno.
Non mi sono mai posta, quindi, il problema di come “staccarli”, anche perché, come mi fa riflettere mio Marito, dal punto di vista fisiologico siamo progettate per continuare a produrre latte qualitativamente impareggiabile per ogni stadio di crescita dei nostri Bimbi, se così non fosse, smetteremmo semplicemente di produrre latte al compimento dei sei mesi dei nostri piccoli.  Eppure, come far terminare l’allattamento, rimane una tra le domande più frequenti delle Mamme, persino con Bimbi molto piccoli e lo riscontro spesso anche nel mio gruppo. Cosa rispondere a questa domanda è molto difficile. Tanti sono i motivi che la Mamme raccontano per motivare la loro scelta di smettere di allattare, più o meno personalmente condivisibili, e altrettante sono le risposte di altre Mamme su come smettere. Posto che, vorrei solo ricordare, che i motivi per cui è necessario smettere di allattare sono davvero pochissimi, rimane insindacabile che ogni Mamma faccia la scelta che ritiene più opportuna per il proprio Bimbo, in primis e poi per se stessa (ricordiamocelo sempre!). C’è però in realtà un motivo e soprattutto un modo che possa definirsi onesto nello smettere di allattare? Cosa rispondo da Consulente in allattamento materno: Il modo giusto sarebbe quello di valutare diversi parametri di ogni singola coppia madre-bambino e se non possono esserci scelte che protraggono l’allattamento, consigliare un distacco graduale del piccolo dalla tetta allontanando le poppate per poi saltarne alcune (quindi addio allattamento a richiesta!), integrare con altro (a seconda dell’età del Bambino), distrarre con un libro o una passeggiata il Bimbo quando chiede di ciucciare, dialogare molto su quanto sta avvenendo indipendentemente dall’età del piccolo. Bisognerebbe dire con estrema chiarezza e sincerità al proprio Figlio che si desidera smettere di allattare per i motivi X ed Y. Ecco perché, secondo me, sarebbe giusto che avvenisse il più tardi possibile, poiché questo presuppone che il Bimbo sia in età da comprendere ed eventualmente accettare la scelta della Madre, che probabilmente non sarà la sua.
E’ un distacco sicuramente molto lento che rispetta i tempi del Bambino e rimane una scelta di accudimento ad alto contatto che tiene conto di possibili regressioni e le accetta pur continuando a perseverare nell’obbiettivo finale. Molte Mamme, però, che scelgono di smettere di allattare non fanno questa scelta o perché non hanno il tempo e la pazienza di intraprendere questo percorso lungo e non semplice o semplicemente perché non si pongono nemmeno il problema dal punto di vista del Bambino. Cosa succede allora veramente nella maggior parte dei casi? Le Mamme trovano un qualche escamotage! E qui, per me, casca l’asino!
Ecco che a questo punto entrano in gioco tante cose e ritorna come per magia il discorso iniziato il mese scorso sull’autonomia-autostima che tanto ci criticano a noi Mamme allattone. Vediamo il perché. Quale escamotage si può dire integerrimo? Che grado di lealtà siamo disposti ad offrire? Che esempio morale vogliamo trasmettere? Che modello educativo intendiamo dare, fin da subito, ai nostri Figli sulla base di che adulto vorremmo fosse domani?
Ecco che, a mio avviso, inizia la fiera degli orrori! Ne ho sentite di tutte: cerotti, pomate dal gusto schifoso, addirittura peperoncino o caffè solubile, rifiuto secco, sostituzione di tetta con ciucci e/o biberon contenenti bevande zuccherate, proposta di oggetti transazionali e infine, arriva la peggiore, ossia, scomparire per qualche giorno lasciando il piccolo con qualche parente prossimo.  Spero davvero che poche Mamme siano a conoscenza di cosa questa ultima opzione provochi nei loro Bambini. I più piccoli non hanno ancora proprio il concetto di cognizione del tempo, pertanto non riescono a comprendere l’assenza della figura di riferimento, ossia la Mamma ed elaborano la mancanza della stessa, seppure minima nel tempo, alla stregua di come noi adulti viviamo un lutto. Immaginiamoci, pertanto, il dolore che provano nell’assenza prolungata della Mamma e peraltro improvvisa (quando invece i Bambini sono rassicurati dalla routinarietà). Detto questo, il cerchio si chiude con quello che è il discorso iniziale della fiducia, della lealtà, del buon esempio, della speranza ed aspettazione che abbiamo sul futuro dei nostri Figli. Cosa gli insegniamo mettendo un cerotto sui capezzoli e raccontandogli un sacco di balle? Ad essere bugiardo, a risolvere le questioni importanti (ricordiamoci che per i nostri Figli la tetta è la vita! e la Mamma è tutto!) con la menzogna, con raggiri e mezzucci. Cosa gli dimostriamo sostituendoci con altro? Che possono fare benissimo a meno di noi, come nutrici e come esempio di vita. Cosa trasmettiamo scomparendo per qualche giorno? La risposta è l’abbandono. Gli stiamo dicendo “arrangiati, io non ci sono più”. Gli stiamo insegnando a scappare dalle proprie responsabilità, non ad affrontarle. Questo non è vivere a testa alta, questo è instillare insicurezza e cattivo esempio. Viene criticato dalla Società un modello educativo che accoglie le richieste dei Figli etichettandoli come viziati e invece viene accettato un comportamento, a mio dire, gravemente diseducativo e sterile. Viene pubblicizzato e sostenuto un modello di Madre a bassissimo contatto a discapito di una Mamma che sceglie di allattare a lungo e che per questo viene criticata, vista come un’aliena e lasciata sola. Poi ci chiediamo perchè la nostra Società è così malata e va allo scatafascio? Per me allattare a termine vuol dire allattare ad oltranza, Amare ad oltranza. C’è così tanto bisogno di valori e d’amore oggi che non vedo assolutamente niente di male a continuare ad allattare Giulia e Ludovico fino all’università se me lo chiederanno. Come dico sempre, allattare è amore allo stato liquido e allora allattiamoli finchè ce lo chiederanno e freghiamocene di chi la pensa diversamente da noi e ci accusa perché non ci comprende. Per me è più importante il giudizio dei miei Figli che quello di questa Società perbenista pronta a giudicare sempre tutto e tutti. Se, invece di ascoltare e preoccuparci della gente, mettessimo lo stesso impegno nell’ascoltare i nostri Bambini, saremmo indubbiamente più serene e realizzate e i nostri Bimbi molto meno nervosi e insicuri. Ecco cosa vuol dire autonomia, autostima… vuol dire saper essere ascoltati ed accolti. Voglio lasciarvi con una frase bellissima frutto di riflessione dell’Educatrice del Nido del mio Ludovico, la dolcissima Maestra Alessandra:
“La priorità più grande è prendersi il tempo per amare…
Amare significa anche fermare;
Amare significa ascoltare e ciò richiede impegno, costanza e disponibilità….
significa lasciarsi penetrare dal suo sguardo, i figli vanno “sentiti” non “uditi”. ”


Chi semina amore raccoglie felicità.
                                William Shakespeare




♥ mamma Maria ♥

lunedì 5 maggio 2014

Latte di Mamma e ….La conquista dell’autonomia


Latte di Mamma e ….La conquista dell’autonomia
                                          Rubrica sull’allattamento materno a cura di Maria Di Maggio
Fondatrice del gruppo fb ”Noi Mamme che allattiamo anche dopo i 6 mesi”


Ciao Mamme, la rubrica di questo mese riguarda il mio pensiero sul concetto di autostima dei nostri Bimbi e riprende un po’ il filo del discorso trattato già nello scorso numero, quando vi ho parlato dei benefici dell’allattamento in relazione all’asilo nido. Questo argomento sull’autonomia dei Bimbi è uno dei punti più discussi tra tutti gli argomenti che coinvolgono i nostri Cuccioli e la loro educazione, crescita, salute, ecc.. Tutti indistintamente ne parlano: genitori, pediatri, insegnanti, psicologi, la suocera, la vicina, le amiche, il can del pignataro ;) Ognuno ovviamente porta a gran voce la sua illustrissima teoria e la difende a spada tratta con l’unica conseguenza che, come al solito, tante Mamme sono sempre più confuse, angosciate e vulnerabili. Per fortuna abbiamo imparato, o lo stiamo imparando strada facendo giorno dopo giorno, ad ascoltare solo il nostro istinto di Mamma e soprattutto i nostri Cuccioli. Nel mio gruppo, che pullula di Mamme con Bimbi grandicelli allattati (oltre i due anni), quello dell’autostima, è una tema molto dibattuto poiché non passa giorno che una Mamma non riceva una critica gratuita, passata come perla di saggezza, sul fatto che i nostri Bimbi “ancora allattati” avranno prima o poi problemi nella Società. Problemi di che tipo? Ma di ogni sorta direi: sociali, relazionali, di educazione, di apprendimento, di concentrazione e attenzione, amorosi, addirittura di orientamenti sessuale e chi più ne ha più ne metta. Da brava Siciliana mi scappa un’esclamazione poco signorile: Minchia! Ma com’è possibile che l’allattamento, che è tra tutti l’atto d’Amore primordiale-assoluto-normale, venga così snaturato se prolungato nel tempo da provocare addirittura così tanti danni? Allora mi scappa una sonora risata! Direi che forse è bene ridimensionare la cosa e vederla per quello che realmente è e non per quello che la Società vuole farcela passare. Una cara Mamma, “veterana” del mio gruppo, per spiegare questo concetto dell’autostima, usa un termine a mio avviso tanto osceno quanto pertinente alle critiche che le vengono mosse in relazione all’allattamento/durata/autostima e scrive “Tua Figlia non si affrancherà mai!” Scusa Sara ma oggi te la rubo! ;) Ora mi chiedo: “Ma che Vanessa (la sua Bimba) e tutti gli altri nostri Bimbi siano forse dei pacchi postali? Affrancarsi da chi? Da cosa?” Un pacco postale si affranca e si spedisce dall’altra parte del mondo. Il proprio Cucciolo invece si tiene stretto stretto a sé! Viene chiesto ai nostri Bimbi un’emancipazione ed un allontanamento dal nido che non è affatto fisiologico né tanto meno necessario. Questa educazione del basso contatto, a mio avviso, ingrassa solo le tasche di chi lo propone come corretto modello educativo (esempio: ciucci e biberon in primis con relativo latte di proseguimento O_o, sdraiette & Co., libri dalle teorie improbabili e assurde, ecc.). Il lato maggiormente negativo della vicenda a mio avviso? Che si chiede ai nostri Figli sostanzialmente di diventare grandi anzitempo offrendo loro però un pessimo modo per crescere. Se noi genitori dobbiamo essere i loro modelli educativi di riferimento per la vita, dovremmo comportarci con onestà, accondiscendenza e pazienza cose che esulano del tutto comportamenti non politically correct come quelli di offrire esempi così negativi, contraddittori e sbagliati. Approfondirò questo argomento, in relazione all’allattamento, nella prossima rubrica parlando di allattamento a termine ma per ora mi basta solo dire che quando si tratta dei nostri Figli il fine non deve assolutamente giustificare i mezzi. Ottenere uno scopo come quello di crescere, che è specialmente di così fondamentale importanza, non può e non deve essere frutto di mezzucci, menzogne e raggiri. Secondo me dovremmo, come per tutto e mai come in questo caso, ascoltare davvero i nostri Bimbi e rispettare i loro tempi su ogni qual si voglia situazione (allattamento, svezzamento, camminare, parlare, soffiarsi il naso, allacciarsi le scarpe, ecc.). Otterremo così Bambini lenti o viziati? Bambini dipendenti da noi? Bambini Mammoni? Bene, io mi prendo la responsabilità di correre il rischio! Intanto posso dirvi di avere due Bambini entrambi attualmente allattati, Giulia di 4 anni e mezzo e Ludovico di 2 anni e mezzo, che in quanto ad autonomia e caratterino sono imbattibili. Se io tirassi le cuoia oggi (che Dio non voglia!) sono certa che loro si arrangerebbero egregiamente da soli e ciò nonostante io sia una Mamma quasi onnipresente e molto apprensiva. Parlando di Giulia, che è la più grande dei due, potrei farvi una miriade di esempi sulla sua conquista dell’autonomia che già da tempo ci ha lasciati più volte senza parole e completamente sbalorditi. Il caratterino di una personcina così piccolina è davvero tosto e determinante in tutte le situazioni. Lei non si lascia comprare, impietosire o consigliare… lei fa quello che ritiene giusto e prova e riprova senza mai scoraggiarsi. Spesso si da obiettivi più grandi di lei e si impone su tutto e tutti per riuscirci. Non si nasconde di certo tra le mie sottane (anche perché non ne uso!) a piagnucolare o chiedere aiuto, anzi, lei si incavola se tu in qualche modo la agevoli in qualcosa. E’ una Bimba che deve sapere tutto e fa sempre mille domande. Ha un’astuzia e un’intelligenza che lasciano basiti. A nemmeno due anni, per interrompere una conversazione tra me e suo Papà, ha preso il mio cellulare e ha chiamato quello di suò Papà dicendo “almeno adesso mi ascolti?!?!”. Per lei ogni situazione va risolta e trova il modo consono ed ottimale per farlo, ha una spiccata predisposizione per il problem solving. Decide lei quali capi acquistare e come indossarli, si apre il frigo da sola e si sceglie quello che vuole. Si siede composta a mangiarlo e smaltisce i rifiuti nei corretti bidoni della differenziata. E’ un mito di Bimba e questo nonostante sia ancora irrimediabilmente allattata al seno ;) Problemi nella Società? Si, forse li causa lei non sottostando ai compagni ma essendo Leader. Crea nervosismo e sconcerto quando a chi le chiede “ma prendi ancora il late della mamma?” lei risponde “ancora???? Uffa! Ma ti fai i fatti tuoi?” o quando vedendo un Bimbo piangere si avvicina alla sua Mamma e le dice “perché non lo allatti? così gli passa tutto!” e se le dici “Amore questo Bimbo non è allattato al seno” lei di rimando “Poverino!”. Altro che mal di vivere o disagio nella Società, la mia Giulia è la gioia di vivere e l’autostima che lei ha di sé la rende una gran dama nella Società che frequenta.
Un’ultima conferma ci è arrivata in questi giorni. Voleva fortemente che la iscrivessimo a ginnastica ritmica, in seguito ad una grande passione nata per il cerchio durante l’esperienza dei centri estivi. Abbiamo scelto due palestre vicino casa: la prima a lei sconosciuta del tutto, la seconda dove invece conosceva già istruttrice e palestra appunto dai centri estivi e oltretutto già frequentata da due compagne di classe. Ha fatto la prova in entrambe le palestre e poi le abbiamo chiesto di scegliere quale delle due preferisse. Ha ponderato le opzioni e indovinate quale ha scelto? La prima…. perché le è piaciuta di più sia la palestra che l’insegnante. E le Amiche? “ne farò di nuove” ha detto. Se non è autonomia questa! Potrei farvi ancora altri esempi ma mi fa piacere aggiungere qualche riga scritta da mio Marito tramite Messenger (almeno lì i Bambini non ci Interrompono :P)  Gli ho detto: “sai Tiziano, pensavo di approfondire il discorso sull’autonomia. Che mi dici?” Ecco la sua risposta:
“Il dilemma dell'autostima infantile........”Ciucciare o non ciucciare...???”
Sono il Padre di due meravigliosi bambini di 2 e 4 anni, entrambi ancora allattati al seno a richiesta e comunque autosvezzati. Mia moglie mi ha accennato a questo articolo e mi son trovato a pensare su questa cosa. Non sono uno psicologo infantile, non sono il sotuttoio ma posso dire un paio di cose basandomi sulla nostra esperienza quotidiana. La teoria più diffusa è che prolungare l'allattamento al seno possa minare l'autostima  nell'infante causando non pochi problemi nella società, nel suo inserimento nelle regole quotidiane che scandiscono i nostri giorni.
Se ciò fosse vero credo che i nostri bimbi non sarebbero come sono, non reagirebbero all'ambiente circostante e non prenderebbero certe decisioni come sono invece soliti fare.
Un esempio su tutti, la decisione presa dalla mia Giulia che dovendo fare una scelta non ha seguito la via più facile, ossia posto e amiche conosciute ma piuttosto seguendo il suo istinto e scegliendo qualcosa di nuovo e più motivante per lei. Secondo me la bambina ha una coscienza di sé piena molto più forte di quella che posso avere io padre a 35 anni e non credo di esagerare. A volte la confondiamo con la testardaggine ma credo sia invece  la manifestazione del proprio IO. Il più piccolo a modo suo ci dimostra pure di sapere cosa vuole (certo siamo limitati per ora a quello che può essere pasta bianca e pasta rossa) ma anche in lui già si vede un carattere forte quanto quello della sorella. L'autostima secondo me si costruisce in famiglia, se i bambini vivono sereni, amati ed indirizzati verso la giusta strada e se i genitori sono pure loro legati in modo forte e dimostrano il loro amore per loro e per i figli non credo proprio che una tettata in più o in meno possa  minare la loro crescita. Certo sono scelte personali dettate anche dal fatto di avere tempo e “voglia” di continuare a coccolarsi con i propri cuccioli, tempo che mia moglie è riuscita ed ha voluto trovare per i nostri figli. Amo mia moglie anche per tutto l'amore che da ai bimbi anche con questo semplice e naturale gesto che è l'allattamento. Il resto lo lascio a mia moglie che ne sa molto più di me! ;) Tiziano Zanella”.
Ho voluto riportare il pensiero del Papà poiché mi da veramente la conferma di ciò che questi 4 anni e mezzo di allattamento mi hanno insegnato. Io credo che il latte di Mamma è da subito nutrimento, amore e vita ma allo stesso tempo si evolve diventando tantissime cose.  Allattare è davvero donarsi ai propri Figli. Allattare vuol dire accettarli, accoglierli, consolarli, cullarli, proteggerli e soprattutto ascoltarli. Ci sono forse altre basi migliori per costruire l’autostima di un Bambino? L’Amore è alla base dell’autostima. Lui sa che voi ci sarete sempre come porto sicuro e intanto esplora il mondo e fa le sue esperienze a le sue conoscenze, se qualcosa va storto o semplicemente se è stanco ritorna da voi e ritrova il suo spazio e se stesso in un caldo abbraccio, sul vostro petto, proprio vicino al vostro cuore.

 Il bambino si costruisce un modello interno di se stesso in base a come ci si è preso cura di lui.  J. Bowlby 

Latte di Mamma e …. asilo nido


Latte di Mamma e …. asilo nido
                                          Rubrica sull’allattamento materno a cura di Maria Di Maggio
Fondatrice del gruppo fb ”Noi Mamme che allattiamo anche dopo i 6 mesi”



Care Mamme, adesso sorrido ma fino a soli pochi mesi fa tremavo dalla paura e da mille angosce solo all’idea. La domanda ricorrente, no anzi assillante, era sempre la stessa: “come farà il mio Ludovico al Nido senza di me, senza la Tetta?” Abbiamo riempito schermate di conversazioni tra Mamme presenti nel mio gruppo.  Tante parole e tanti confronti alla ricerca di rassicurazioni reciproche e tanti momenti fatti di confidenze nelle quali ritrovavamo le stesse ansie e le stesse preoccupazioni. Mi ricordo che ci chiedevamo come avremmo fatto noi e come avrebbero fatto i nostri Bimbi a gestire il distacco al mattino. Poi come sarebbe stata l’ora del pranzo senza la Mamma che aiuta, con una cucina dai sapori diversi e altre stoviglie e nuovi compagni con cui condividere questa esperienza. E poi lo scoglio più grosso…. il fatidico momento della nanna che è quello che ha sempre suscitato più preoccupazioni in noi Mamme. Molte Mamme del gruppo mi hanno raccontato dei loro sentimenti e delle loro emozioni, quello che provavamo rispetto a questa nuova esperienza che non conoscevamo e che avrebbe rappresentato per tutte noi il primo vero distacco dai nostri Bimbi. Pensavamo al senso di abbandono che avrebbero percepito i nostri Cuccioli ed ai nostri escamotage per colmarlo, i sensi di colpa si sprecavano, i rimproveri a sè stesse ci rattristavano e la realtà della Società di oggi che vuole una Donna/Moglie/Mamma/Lavoratrice  si malediva. In qualche modo ognuna di noi ha saputo trovare il modo di vivere più o meno serenamente  questo momento delicato anche perché c’è da dire che i nostri Bambini sanno sempre oltremodo stupirci e farci capire che spesso la vita vista coi loro occhi è molto più semplice dei pensieri contorti e pessimistici che ci facciamo noi adulti. Un grande aiuto per noi, per me e Ludovico intendo, in questo momento così delicato è arrivato sicuramente dall’allattamento. Come sempre avevo sentito vociferare e dare “a lui” l’ennesima colpa … sempre “a lui”… all’allattamento. Se allatti sarà sicuramente un distacco traumatico o comunque ci sarà una difficile propensione al distacco stesso. Se allatti il Bambino non si abituerà. Se allatti…. bla bla bla.  Nella vita di ogni giorno (parco, supermercato, vicine, amiche, scuola, lavoro, ecc) avevo sempre sentito dire che per un Bimbo ancora allattato sarebbe stato più duro adattarsi ed abituarsi a posti e situazioni che non prevedevano la tetta come è consuetudine a casa. Ma per fortuna poi mi ritrovavo nel mio gruppo, con i racconti delle esperienze di altre Mamme che ci erano già passate e che raccontavano tutt’altra storia dei loro Piccolini. E questo a noi Mamme ci tranquillizza moltissimo e ancora di più ci è di molto aiuto. Io ho sempre saputo che non fosse come sentivo dire e che l’allattamento non avesse nessuna colpa. Tante e tante di quelle volte, ormai, ho sfatato falsi miti e credenze assurde e totalmente sbagliate che le persone, poco informate, hanno verso l’allattamento. Per noi l’allattamento non ha mai rappresentato un ostacolo, anzi. Accompagnare il mio Ludo a scuola dopo una bella ciucciata è la marcia giusta per iniziare bene la giornata. Quando io non ci sono lui non cerca sicuramente la Tetta (neanche quella delle altre pur essendo un maschietto :P) per cui il problema semplicemente non si pone. Lui gioca e segue le attività con entusiasmo e serenità. A pranzo tutto  bene perché lui è un gran mangione. Lo zoccolo duro: la nanna? Beh vi racconto com’è andata! Il sonno è stata la sorpresa più grande. Fin dalla prima volta che il tempo dell’inserimento l’ha proposto, lui ha dormito senza problemi nel suo lettino nella stanza con gli altri Bimbi. Lo Zio dalla Francia gli aveva regalato qualche mese prima un peluche di George Pig che lui aveva particolarmente gradito. Noi l’abbiamo portato al Nido per fargli compagnia come un amico speciale qualora fosse insorto un momento di nostalgia di noi, di casa, di Mamma. Il nostro George è diventato subito una specie di oggetto transizionale, una compagnia per la nanna al posto della Mamma e della tanto amata Tetta. Al pomeriggio, quando arriva l’ora dell’uscita, lui è sempre strafelice di ritrovarmi e farmi sentire quanto è stato bene in questo posto pieno di cose da fare, di giochi, di amichetti, di educatrici fantastiche, di  mille scoperte e di tante scommesse. Mi racconta a suo modo tutto ed è sempre sovraeccitato e felice. Non appena lo stringo forte e lo prendo in braccio lui mi guarda negli occhi e mi dice “Mamma, Tetta per favore”. E allora è il modo più bello, più dolce, più intimo e più romantico di ritrovarci e recuperare così i momenti trascorso divisi. Tante coccole e tanto Amore. Ci tengo a dire che fin dal primo giorno dell’inserimento ho spiegato a Ludovico che lì la Mamma non ci sarebbe stata e conseguentemente la Tetta. Lì avrebbe vissuto momenti diversi e molto belli, tutti suoi. Sotto questa ottica non l’ho mai allattato al Nido, neanche nei due momenti critici dei primi giorni. L’ho consolato in altri modi, parlando, giocando, distraendolo. I primi mesi non lo allattavo neanche all’uscita dentro al Nido ma aspettavo proprio di uscire fisicamente dall’edificio e lo allattavo nei gradini di fronte la scuola. Poi piano piano quando ho visto che era completamente sereno ho cominciato ad allattarlo all’uscita nella saletta di accoglienza. Adesso che sono passati 5 mesi sono assolutamente felice di questa esperienza. Io che mai e poi mai avrei mandato i miei Bimbi al nido, che non lo reputavo sicuro, che mi dava mille preoccupazioni, ecc, mi sono completamente ricreduta. La consideravo, se non un esperienza totalmente negativa, comunque, un distacco forzato di Mamma-Bambino e qualcosa che toglieva ad entrambi. Invece, adesso che vedo il mio Ludovico così felice di frequentare questo ambiente giocoso e felice ho completamente cambiato opinione, sotto ogni punto di vista. Devo dire che è un’esperienza che accresce entrambi, esattamente il contrario di ciò che credevo. Chiedo scusa in questo modo a chi mi sono permessa di criticare per questa scelta che allora non condividevo. E’ proprio vero che si teme ciò che non si conosce. Ecco perché ho voluto affrontare questo argomento. Ho scritto questo articolo perché mi sento, davvero, di tranquillizzare tutte quelle Mamme che in questo momento sono nella fase “angoscia da nido” e vorrei realmente  confortare tutte, dicendo di avere sempre fiducia verso i nostri Cuccioli e rispettare i loro tempi. Solo così andrà davvero tutto bene. Alle volte è un blocco e una chiusura più nostra che loro e quindi facciamoci una bella corazza e mandiamo giù ogni magone che ci turba, tanto noi Mamme siamo molto brave in questo. Facciamoci vedere serene e felici dai nostri Bimbi e permettiamogli di viversi serenamente questo “debutto in società”. Il pomeriggio arriva più in fretta se siamo tranquille e poi appena ce li andiamo a riprendere ce li spupazziamo tutti. 



Mamma Maria ♥

martedì 14 gennaio 2014

Allattamento in gravidanza ed in tandem

Allattamento in gravidanza ed in tandem
Ecco un'autointervista che mi sono fatta quasi 2 anni e mezzo fa, mentre allattavo insieme le mie due bimbe. Vi presentiamo il nostro allattamento in tandem!
1. Quanto hanno i tuoi piccoli? Vera ha 3 anni e 5 mesi, e Maia quasi 5 mesi
2. Prima di rimanere incinta, cosa ne pensavi dell’allattamento in tandem? Mi ha sempre affascinato, sempre da quando ne ho sentito parlare, e conoscendo la mia ciucciona, sapevo che avrei avuto grandi possibilità di avere questa esperienza! E la consideravo importante per noi, e anche per me, per capire come cambiano i rapporti…
3. Durante la tua seconda gravidanza hai mai pensato di interrompere l’allattamento di Vera? Come è andata la gravidanza? Parenti, medici e amici ti hanno fatto pressione perché tu smettessi di allattare? E tu come hai vissuto quel periodo? Allora, all’inizio della gravidanza ho avuto delle settimane difficili, con tanta nausea e vomito, meglio che nella prima ma insomma, diciamo che non ero molto in forma. Non c’è stato giorno che io non abbia allattato, perché Vera capiva che stavo male e nel suo piccolo cercava di aiutarmi, si preoccupava, ma aveva bisogno di me e di essere allattata. Appena sono rimasta incinta, ancora prima di saperlo, però, avevamo smesso le poppate notturne, forse il sesto senso, non so, ma sentivo che era il momento, quindi un problema in meno. Vera in gravidanza ciucciava più solo 2 o 3 volte di giorno, quando non ce la facevo (come per esempio la sera, quando andavo a dormire esausta e nauseabonda prima di lei!) lo capiva, però di mattina recuperavamo, ce la facevo quasi sempre ed ero felice di riuscirci. Quindi no, non ho mai pensato di interrompere, neanche quando ciucciando mi dava fastidio al seno. Cercavo di diminuire la durata della poppata, di chiedere la sua collaborazione, di attaccarsi meglio, ma non mi sembra di aver mai pensato di smettere. E i medici… chi li ha mai visti? Le uniche pressioni, se così si possono chiamare, le ho ricevute da mia mamma, semplicemente perché stavo male all’inizio, e lei era preoccupata per me, perché mangiavo poco e pensava che non ce l’avrei fatta anche ad allattare, poi si sa una bambina di 2 anni e mezzo è già “grande”, non è vitale l’allattamento, e per chi non vive la situazione direttamente sembra fanatismo.
4. Com’è andata quando è nata Maia? Quando è nata Maia, Vera ha vissuto da vicino il momento, compresa la prima poppata della piccola, e dal giorno seguente ha iniziato a chiedere di nuovo anche lei di ciucciare, spesso quando vedeva la sorellina attaccata. I primi giorni la accontentavo, la piccola dormiva molto e non mi pesava, però dopo pochi giorni ho parlato con Vera e le ho spiegato che era meglio se tornavamo alle poppate che faceva prima, massimo 3 volte al giorno, perché se no la mamma non ce la faceva proprio, e da subito Vera è stata ai patti. Le ho anche spiegato che a volte avrebbe dovuto aspettare un po’ prima di ciucciare, perché se ho da fare con la piccola o non è tranquilla, prima avremmo dovuto riguadagnare la calma… Non sempre è stato facile farle capire che doveva aspettare un po’, ma ce la siamo cavata, e a volte ho anche allattato in contemporanea, ma non ho trovato una posizione così comoda, quindi ho cercato di limitare questa eventualità ai momenti di emergenza. Ho anche allattato Vera mentre Maia dormiva in fascia!
5. E ora che Maia ha 5 mesi, come procede? Ora va meglio, nel senso che Vera ha imparato davvero ad aspettare un po’, senza troppe scenate, tranne quando è molto stanca, e ultimamente mi chiede di ciucciare solo la mattina e la sera, e solo ogni tanto anche a metà giornata. Va meglio proprio in generale, sembra che la situazione si sia assestata, sembra che Vera abbia accettato di più la presenza della sorellina, con cui comunque è sempre stata affettuosa, e che tutti noi abbiamo ritrovato un nuovo equilibrio, tanto che mi fa strano ripensare a quando eravamo solo in 3! E un’altra cosa che sta cambiando, ora, è che spesso ora Vera si stacca da sola, anche dopo poco tempo, mentre prima non l’ha praticamente mai fatto, e non mollava la presa neanche quando dormiva!
6. Quali sono secondo te le maggiori difficoltà a cui potrebbe andare incontro una mamma che decide di allattare in tandem? Secondo me la maggiore difficoltà è costituita dall’ambiente esterno, nel senso che allattare due bimbi di età diversa sembra quasi un peccato inconfessabile, una cosa da dover nascondere, specialmente se il bambino più grande ha più di 2 anni. Sembra una follia, in un mondo dove se si allatta 3 mesi il primo figlio è già un gran record… quindi sembra un estremismo, invece che un modo per rispondere alle esigenze del bambino più grande. Poi certo, ci sono le difficoltà oggettive e pratiche del dover allattare 2 bambini, che non è mai semplice, ma se si riesce a non avere entrambi i bimbi che ciucciano ad ogni ora e per durata indefinita, si può fare. Quello che ho appena detto accade coi gemelli, ma essendo entrambi piccoli è diverso, perché si sa che non può essere diverso, ma con un bimbo più grandicello credo sia difficile riuscire a non porre dei limiti… e una difficoltà è far accettare questi limiti al bambino!
7. Quali sono le motivazioni per cui secondo te è un’esperienza da vivere? Beh, l’unico motivo per cui è un’esperienza da vivere, secondo me, è quando si ha un bambino “grande” che ha ancora bisogno di questa coccola, di questo legame con la mamma. Non è un “vezzo”, un’esperienza da provare se non ce n’è bisogno, perché è comunque faticoso, è un impegno, ma può per esempio essere un buon modo per limitare la gelosia del bambino “grande”, perché condivide questa bellissima momento con il piccolo, e ci sono occasioni supplementari di coccole, mentre entrambi sono attaccati al seno della mamma a condividere il buon latte dolce.
8. Come pensi che andrà avanti il tuo allattamento doppio? Chi smetterà prima? Beh credo che se siamo sopravvissute fino ad ora, non potrà che andare in discesa. Spesso però penso che smetterà prima Maia di Vera! Il nostro allattamento doppio andrà avanti finché entrambe le mie bambine ne avranno bisogno, e a meno che non cambi qualcosa, o che io non mi esaurisca troppo (cosa che non dipenderebbe dal tandem, ma dalla stanchezza in generale)… e sono anche curiosissima di vedere come e quando si staccherà Vera!
9. Sei soddisfatta di come stanno andando le cose? Se tornassi indietro cambieresti qualcosa? Sono soddisfatta, anche se stanca, e credo di aver fatto tutto ciò che era in mio potere (e nelle mie forze) per entrambe, e soprattutto per Vera. Credo che non vorrei cambiare nulla, sono fiera di come stiamo andando avanti e credo che questo legame speciale che avranno le mie bambine sarà un bellissimo punto di unione anche in futuro, quando ricorderanno com’era buono il latte di mamma!

Vera ha smesso di poppare spontaneamente a 3 anni e 7 mesi, due mesi dopo questa intervista. La piccola Maia adesso ha quasi 3 anni e continua a poppare parecchie volte al giorno!


Mamma Lucia


Troverete Mamma Lucia anche su fb:
e sul suo blog:


Latte di Mamma e …. “un fluido magico”


Latte di Mamma e …. “un fluido magico”

 


Rubrica sull’allattamento materno a cura di Maria Di Maggio
Fondatrice del gruppo fb ”Noi Mamme che allattiamo anche 
dopo i 6 mesi”


Il latte materno nei primi sei mesi di vita e per tutto il primo anno, è l’unico cibo necessario alla perfetta crescita del Neonato. E’ l’alimento per eccellenza del Bambino, quello che meglio soddisfa le sue esigenze nutrizionali, il più completo e il più prezioso, tanto che nessun latte artificiale, per quanto ricco, è mai riuscito ad eguagliare la sua formula unica e inimitabile.
Il latte materno è un latte fatto apposta per il Bebè dalla sua Mamma ed è per questo  un alimento specie-specifico che non ha controindicazioni né tanto meno effetti collaterali. La sua ‘formula’ non resta mai uguale, ma si adatta di volta in volta alle esigenze del lattante e non solo in base all’età e alla richiesta nutritiva, ma anche nel corso della giornata e persino all’interno di una stessa poppata, poiché è più zuccherino all’inizio, per soddisfare la sete del bebè, più grasso e denso alla fine per dare la sazietà. Per esempio i nucleotidi, importanti regolatori del sonno nei bambini, sono più abbondanti durante la notte e quindi facilitano il sonno nelle poppate notturne. Il latte materno è immediatamente assimilabile, cioè non ha bisogno di essere mescolato con altre sostanze o di essere sterilizzato. È sempre alla temperatura ideale. Non richiede l'uso di alcuno strumento esterno per cui è estremamente pratico perché si può allattare ovunque senza peraltro bisogno di portarsi dietro borse piene di biberon, pentoline, lattine, cucchiaini o altro.  Allattare al seno è pertanto ecologico poiché non produce rifiuti quindi è a impatto zero sul fronte dell’ambiente e a km zero. Un altro aspetto non del tutto trascurabile è che il latte di Mamme è economico e se siete tirchie come me non potrete che giovarne ;) Tra tutti gli aspetti del latte materno i più importanti sono sicuramente quelli legati alla salute del Bambino e della sua Mamma. Vediamo insieme i benefici  di questo latte ricco di anticorpi ed enzimi che migliorano la salute:
PROTEGGE DA VIRUS E BATTERI: Alcune sostanze contenute nel latte promuovono la maturazione della flora intestinale e della mucosa gastrointestinale proteggendola da virus e batteri. Previene pertanto infezioni intestinali, protegge il Bambino dalla diarrea e dalla gastroenterite. I Neonati allattati al seno sono meno esposti al rischio di sviluppare infezioni urinarie. Inoltre si è visto che l’allattamento al seno riduce l’incidenza delle otiti e migliora l’acuità visiva
SISTEMA IMMUNITARIO PIU' FORTE: Fornisce al bambino uno straordinario cocktail di anticorpi e sostanze che rafforzano il suo sistema immunitario e contribuiscono allo sviluppo degli organi ancora immaturi come intestino, cervello e sistema nervoso, proteggendolo da varie malattie infettive e agevolandone lo sviluppo neurologico. Conferisce numerosi altri benefici antinfiammatori, infatti, i Bambini allattati al seno sono meno esposti a malattie come la polmonite, la sepsi e la meningite.. Il latte materno protegge il Bambino anche da eventuali infezioni contratte dalla Mamma, poiché nel latte passano non solo gli agenti infettivi, ma anche gli anticorpi che l’organismo materno produce per difendersi da quegli agenti.
RIDUCE I RISCHI DI ASMA E ALLERGIE: Nel corso del tempo diversi studi scientifici hanno dimostrato che il latte materno diminuisce il rischio di allergie, malattie allergiche e malattie dell’apparato respiratorio C’è quindi una minore incidenza delle infezioni respiratorie acute.  Il latte materno agirebbe proprio come antiasmatico naturale, grazie all’inevitabile passaggio di allergeni proprio durante il momento dell’allattamento.
RIDUCIE IL RISCHIO DEI TUMORI: Studi scientifici hanno riscontrato che il latte materno riduce le possibilità nel lattante  di ammalarsi di leucemia acuta. I Bambini allattati al seno mostrano un minore tasso di incidenza dei tumori, in particolare di leucemia e di linfosarcoma. Una ricerca svedese afferma che il latte materno è anche in grado di uccidere le cellule tumorali. Gli scienziati si dicono speranzosi di poter sviluppare nuovi farmaci per la cura del cancro proprio sulla base di questa bellissima scoperta, poiché diversi studi hanno dimostrato come possano combattere 40 tipi diversi di cancro.
PREVIENE L'OBESITA' E IL DIABETE: Si è scoperto che contiene sostanze che favoriscono lo sviluppo di un buon sistema di assimilazione dell’organismo, inoltre il Bambino si regola da solo sulla quantità di latte da prendere e sulla frequenza dei pasti, al contrario del latte artificiale che prevede dosi e orari prestabiliti. Inoltre, studi dimostrano, che il latte materno previene il diabete infantile di tipo 1 e 2, fornisce una protezione contro le intolleranze alimentari ed alcune malattie intestinali come l’appendicite e la malattia di Crohn. Inoltre riduce il rischio di andare dal dentista in quanto previene mal occlusioni ed altre anomalie dentarie.
SIDS: Riduce notevolmente il rischio di SIDS o morte in culla, che può colpire i Bambini nel primo anno di età
FA BENE ANCHE ALLA PSICHE: L'allattamento al seno facilita lo sviluppo di un buon rapporto madre-bambino, nutrendolo e coccolandolo in un unico abbraccio . E qui potrei dilungarmi all’infinito ma so che voi non volete e so anche che sapete benissimo quali siano questi benefici.
Vediamo invece brevemente quali vantaggi ci sono per noi Mamme. Sicuramente combatte la depressione post parto, grazie alla produzione di ormoni che garantiscono anche una sensazione di tranquillità e serenità. L’allattamento al seno è un fattore protettivo contro alcuni tipi di tumore e, in particolare, contro il cancro al seno. Durante il periodo dell’allattamento è molto improbabile che insorga una neoplasia mammaria; il rischio di questa malattia, inoltre, risulta ridotto anche dopo che si è smesso di allattare. Esiste, poi, una correlazione tra la durata dell’allattamento e la possibilità che si manifesti un cancro al seno; in pratica, più a lungo si allatta meno probabilità si hanno di andare incontro a questa patologia e il beneficio si “accumula” anche dopo le maternità successive, cioè se si allatta al seno più di un figlio. Lo stesso discorso vale per un ridotto rischio di carcinoma dell’ovaio. Secondo alcune indagini scientifiche, riduce il rischio cardiovascolare nelle donne in menopausa. Aiuta a tornare in forma dopo la gravidanza. Allattare al seno, infatti, richiede un dispendio energetico di circa 350/500 calorie al giorno. Vuol dire che una donna che allatta “brucia” quotidianamente 350/500 calorie in più rispetto a chi non lo fa. Diminuisce la probabilità di sviluppare osteoporosi, addirittura migliorerebbe la calcificazione ossea. Sicuramente tra gli aspetti più importanti vi è il fatto che già dalle prime 24 ore dal parto, l'allattamento al seno, rafforza il legame fra madre e figlio e getta le basi per una relazione fatta di affetto e fiducia.
Oltre a tutte queste cose, che cosa fa il latte materno? Forse tutte non sanno che il nostro latte è una medicina naturale poiché ha potenzialità immunologiche e si può usare benissimo nella vita di ogni giorno come antibatterico, antinfiammatorio, analgesico, decongestionante. Vediamo insieme i principali usi. Io l’ho usato moltissimo per curare le OTITI di entrambi i miei Bambini, di parenti e amici. Basta semplicemente instillare qualche goccia di latte direttamente nell’orecchio. Potete anche spremere il latte su un contenitore e poi raccoglierlo con una siringa, senza ago naturalmente e spruzzarlo così nell’orecchio.  Si può fare diverse volte al giorno ma io ho sempre risolto il problema alla prima somministrazione. Provare per credere! Sempre ai miei  Bambini e non solo a  loro, con lo stesso metodo, ho curato CONGIUNTIVITI e INFIAMMAZZIONI ALL’OCCHIO. Si può instillare le gocce di latte direttamente nell’occhio oppure imbevendo una garza sterile si può pulire l’occhio delicatamente passandolo tutto intorno. Ottimo per curare i RAFFREDDORI e NASO CHIUSO  in quanto la suzione stessa aiuta ad aprire il nasino e poi perchè può essere usato al posto della comune acqua fisiologica per la pulizia del nasino stesso. Grazie alle sue proprietà coagulanti e antinfiammatorie può essere usato nelle FERITE. Lavate bene la ferita e poi spruzzate il latte direttamente nella parte interessata o usate una garza imbevuta. Per ferite intendo sia RAGADI o ALTRI TAGLI, o SECCHEZZA DELLA PELLE. Una volta l’ho usato per curare un’infiammazione a mio Papà che aveva l’unghia incarnita. E’ ottimo per gli ARROSSAMENTI DA PANNOLINO al posto delle cremine presenti in commercio o altri tipi di DERMATITE o PRURITI. Io l’ho usato per esempio ad entrambi i miei Bimbi con una DERMATITE SOLARE e ha fatto miracoli. Con il sole va bene anche contro le SCOTTATURE. Ampiamente usato e brevettato contro le scottature domestiche lievi di ogni tipo (cucina, ferro da stiro ecc.). Un grande aiuto lo da alle Mamme che soffrono di CANDIDA AL CAPEZZOLO. Personalmente l’ho usato anche per la candida vaginale e devo dire che è stato di grande sollievo. Un uso molto comune e conosciuto è il SOLLIEVO ALLA DENTIZIONE. La suzione del latte stesso ha potere anestetico e infatti avrete notato che i Bimbi che stanno mettendo i dentini vogliono stare sempre attaccati. Si consiglia pertanto, di fare dei ghiacciolini col latte materno da dare poi al Bimbo da ciucciare al posto di quei giochini refrigerati di plastica (inutili!) che esistono in commercio per massaggiare le gengive. Grazie al suo potere lenitivo e sfiammante è ottimo anche contro L’HERPES LABIALE e circa nell’80% delle persone che lo hanno provato anche contro le VERRUCHE.  Un uso smisurato lo faccio in estate contro i MORSI DI INSETTI soprattutto le zanzare. Spruzzate semplicemente un po’ del vostro latte nella parte arrossata e vedrete che presto si sgonfierà e rossore e prurito andranno via quasi subito. Questi sono alcuni dei modi non convenzionali di usare il latte che io conosco ma sicuramente ce ne saranno ancora degli altri. Un’altra curiosità è, per esempio, che il latte di mamma favorisce la pelle morbida che tanto ci piace nei nostri Bimbi poiché contiene un acido grasso (che è presente anche in altri alimenti che mangiamo) che aiuta il Bambino a formare dei tessuti di ottima qualità in tutto il corpo. Prendere il latte, almeno una volta al giorno, garantisce ai nostri Bimbi pelle liscia e morbida come la seta. Detto tutto questo, possiamo veramente affermare che il latte di Mamma sia un fluido magico. Tuttavia nemmeno l’allattamento al seno però, può evitare completamente l’insorgenza di una malattia, anche se è comunque in grado di ridurne la frequenza e la gravità  e ha il vantaggio che i Bimbi possono ciucciare con qualunque tipo di malattia. Quasi sempre i Bimbi ammalati vogliono solo le coccole della loro Mamma e tanta tetta. Molte Mamme si sorprendono nel notare, come dopo una malattia, i Figli allattati al seno, non hanno perso più di tanto peso, pur non avendo pressoché mangiato altro. Un caldo e accogliente abbraccio al seno della Mamme è inoltre di grande sollievo a i nostri Bimbi quando si fanno male, quando hanno una disputa, quando sono annoiati, quando sono stanchi, per le ansie e le difficoltà che devono affrontare ogni giorno, ecc, ecc. Un Bimbo accolto tra le braccia della sua Mamme è un Bimbo ascoltato e felice. Questo farà accrescere la sua autostima e diminuire i livelli di ansia, formando l’indipendenza dei nostri Bimbi. Un bisogno soddisfatto sarà un bisogno che non si presenterà più nel corso degli anni e che quindi non si ripercuoterà in frustrazione. Stare bene dal punto di vista psicologico aiuterà i nostri Bimbi anche al mantenimento della buona salute. Il latte di mamma, questo fluido magico, rappresenta, pertanto, un salva vita per tutta la Famiglia in molteplici occasioni.

Buona Tetta a tutte!!

♥ Mamma Maria ♥